Tarus again
Ho conosciuto Tarus Balog nel 2005 a Londra. Mi è subito stato simpatico.
Molti americani lo sono.
Tarus è a mio avviso un tipico rappresentante degli Stati Uniti d’America almeno in questo:
infonde fiducia ed ottimismo.
E’ per me una fortuna averlo conosciuto e poterlo dire mio amico.
Lavorare con lui e con lo staff di OpenNMS è stata un’esperienza qualificante e soddisfacente professionalmente parlando.
Finalmente ho potuto lavorare con degli sviluppatori di software maturi e consapevoli.
Purtroppo la mia esperienza in Italia è ben diversa in quanto ho fin troppe volte constatato come proprio a sviluppare software siano le ultime ruote del carro in termini di responsabilità e competenza. Questo complica anche i progetti semplici. Molte aziende pensano di sviluppare i prodotti coi ragazzetti e non si rendono conto di quanto sia difficile creare un prodotto dove non serve semplicemente avere le competenze e l’esperienza ma bisogna saper ben guardare all’evoluzione del prodotto stesso, al suo futuro.
Una certa quantità di lavoro è stata svolta su OpenNMS proprio per adeguarlo agli strumenti disponibili oggi nel mondo IT.
Come è possibile che un gruppo di sviluppatori di un prodotto open source si ponga e risolva certi problemi ed i responsabili di settori IT di molte aziende italiane non sappiano di cosa si stia parlando o non abbiamo le competenze per farlo. E’ ben vero che pero’ le loro aziende le sanno condurre, spesso stentano ma alla fine le portano avanti. Insomma hanno competenze ed attitudini differenti dai loro omologhi negli “States”.
E allora che c’entra Tarus, l’america e l’europa, l’IT?
Questo, che Tarus e l’america guardano al futuro. Noi Europei al massimo ci limitiamo al presente. Almeno per quello che riguarda l’IT.